Cosa succederà ai nostri magazzini?

20150603 le main

Per ogni Azienda, l'individuazione dello schema distributivo che sia in grado di garantire un livello di servizio di eccellenza (tale cioè da configurarsi come un vero e proprio fattore distintivo rispetto ai competitori) minimizzando però il complesso dei costi – tra loro in antagonismo – relativi alla gestione dei magazzini, alla consistenza delle scorte e all'effettuazione dei trasporti, risulta essere un passo strategico. In particolare, il magazzino ha un differente ruolo in relazione alla sua posizione nella Supply Chain (prodotti finiti, materie prime, etc.), alla tipologia di cliente che deve servire e alle esigenze del mercato in cui si trova a competere.

Comunque, che l'azienda sia commerciale o di produzione, che serva il mercato B2B o B2C, che offra un prodotto premium o una commodity, il magazzino rappresenta il cardine del livello di servizio.

Avere un magazzino moderno, efficace, efficiente, con un alto grado di innovazione e flessibilità, è un obiettivo che non si raggiunge solo attraverso tecnologie e attrezzature di stoccaggio e movimentazione o con un adeguato governo delle informazioni ... ormai, queste, sono qualità che si danno per scontate.

Il buon funzionamento dell'impianto ha senz'altro un effetto immediato sulla competitività e sui costi; ma l'elemento veramente vincente nella riorganizzazione di un magazzino risiede, principalmente, nel metodo utilizzato per condurla. Per eccellere è fondamentale individuare nuovi modelli di organizzazione del lavoro e sviluppare progetti che non mirino solo a migliorare le "prestazioni dell'impianto" ma che considerino il magazzino come il centro di flussi di merci, di informazioni, di attori terzi rispetto all'azienda e di uomini.

Va inoltre tenuto presente che i confini del magazzino sono cambiati rispetto a quelli cui ci si riferiva qualche anno fa; oggi il magazzino può anche trovarsi in parte all'esterno, e non solo come conseguenza di una scelta di outsourcing ma, e soprattutto, a seguito di politiche di approvvigionamento o di produzione che vedono impegnate nella gestione della Supply Chain anche altre aziende con le quali si è instaurato un rapporto di partnership.

Affrontare un progetto di riorganizzazione del magazzino che non allarghi l'orizzonte dalla sfera prettamente fisica a quella organizzativa e gestionale risulterebbe pertanto un approccio parziale, che produrrebbe risultati non ottimali.

L'innovazione dell'organizzazione e degli strumenti quindi è fondamentale per raggiungere l'eccellenza.

Spesso però il processo di revisione funzionale di un magazzino viene affrontato da molte aziende in modo semplicistico, trascurando la portata delle implicazioni che si possono avere a livello economico/finanziario, tecnologico, organizzativo, umano e le ripercussioni che si vengono a manifestare sia all'interno dell'azienda che lungo la sua Supply Chain.

Più un progetto spazia in molti settori, dentro e fuori l'azienda, più diventa complesso e, di conseguenza, necessita di essere affrontato con adeguati livelli di competenza. Lo studio di fattibilità è il progetto cardine per la riorganizzazione e l'innovazione del magazzino; lo scopo è quello di analizzare criticamente diverse soluzioni organizzative, tecnologiche e di lay out del magazzino trovando, tra tutte le opzioni percorribili, quella che realmente è la migliore.

Questo tipo di approccio richiede un investimento un po' più alto nella fase iniziale che però si traduce in un vantaggio successivo misurabile, oltre che sul piano dei risultati operativi, anche con la diminuzione dell'ammontare degli investimenti complessivi e dei tempi di realizzazione ripagando ampiamente lo sforzo iniziale. Senza uno studio di fattibilità, il rischio di non individuare la soluzione ottimale per il nostro magazzino è altissimo.

L'evoluzione del mercato (nazionale ed internazionale) avvenuta negli ultimi anni ha comportato grandi cambiamenti a livello di magazzino, facendo sentire sempre più l'esigenza di soluzioni scalabili e modulari, a cui la tecnologia di stoccaggio e movimentazione e lo sviluppo del WMS (e dei suo moduli specifici) hanno cercato di rispondere in termini di efficienza e di costo. Ciò non toglie però che ci siano però ancora diverse sfide da affrontare, derivanti dallo sviluppo accelerato dei mercati come ad esempio: la frammentazione degli ordini, l'accorciamento dei tempi di risposta al cliente, l'aumento delle SKU gestite, il sempre più veloce ciclo di vita dei prodotti e l'imprevedibilità dei consumi.

Tali fenomeni condizioneranno fortemente lo sviluppo di nuove soluzioni per il magazzino: ci saranno sempre più robot in grado di muoversi in piena autonomia? Come si evolveranno i software di gestione operativa del magazzino? Si punterà sull'automazione del picking? E, nel caso, quale tecnologia si utilizzerà? O, al contrario, sarà l'outsourcing che prevarrà? E poi, quali tecnologie, modelli organizzativi e gestionali sono da prevedere per evadere ordini sempre più frequenti, urgenti, di piccole dimensioni e valore, garantendo al contempo delle consegne tempestive e prive di errori? Come impostare e mantenere allineato con le necessità del mercato il display di picking


A tutte queste domande e ad altre vi abbiamo risposto durante l'evento gratuito che LogisticaEfficiente ha organizzato a Milano il 24 giugno 2015: qui puoi trovare tutti gli interventi e le testimonianze del convegno "L'INNOVAZIONE NELLA SUPPLY CHAIN"

Innovazionesupplychain.it è un sito di proprietà di MLC Consulting Srl - Via Stilicone 12 - 20154 Milano - Tel. +39 02.3322.0352 - Fax +39 02.7396.0156 - P.IVA 04914830965 - Web agency