Redazione

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Nel 2013 LCS ha concepito per Growermetal una soluzione in grado di far fronte alla costante crescita di un’azienda caratterizzata da una chiara visione imprenditoriale. E’ stata impostata quindi una soluzione che non fosse solo affidabile, ma anche modulabile nel tempo e soprattutto flessibile, capace di soddisfare necessità in continuo divenire. La gestione del magazzino del tutto automatizzata e interconnessa è sinonimo di Avanguardia 4.0: ogni fase della catena logistica, dallo Stoccaggio, al Picking fino alla spedizione, non rappresenta un’isola ad alta tecnologia, ma un sistema innovativo integrato nella supply chain.

L’impianto si sviluppa su una superficie complessiva di 2.600 mq, di cui 1.000 mq di magazzino automatico autoportante di altezza 20 m servito da 4 trasloelevatori; il sistema è caratterizzato da un' alta flessibilità, sia dal punto di vista della gestione di diverse tipologie di unità di carico, sia per l’utilizzo di LGV per la movimentazione di testata, incrementabile senza modifiche all’infrastruttura.

Una logistica che si trasforma ed evolve con nuovi spazi e nuove tecnologie per rispondere alle necessità di un mercato sempre più esigente e per supportare lo sviluppo del business, trasformando le difficoltà in opportunità.

L’Ing. Marco Sborgia, Sales Engineer di LCS, illustrerà come la stretta e proficua collaborazione con il Cliente, a partire dalla fase di progettazione fino alla messa in esercizio, è stata determinante e ha condotto ad un risultato di pregio, sia dal punto di vista logistico che architettonico, che rappresenta per Growermetal uno strumento strategico con cui affrontare le sfide quotidiane.

www.lcsgroup.it

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Probabilmente nessuno di noi comprerebbe un bell’abito o un’automobile senza prima provare questi articoli, per ragioni più che ovvie di fiducia verso ciò che ci procureremo.

Se ciò vale per investimenti di dimensioni tutto sommate modeste e di bassa criticità, come quelli provocatoriamente sopra elencati, a maggior ragione dovrebbe valere per investimenti significativi e dai quali, per giunta, può dipendere il livello di servizio che la nostra Azienda riuscirà ad erogare, come quelli per nuovi sistemi intra-logistici (magazzini, sistemi di movimentazione interna) o per adeguare sistemi esistenti.

Evidentemente, una prova reale di un sistema ancora da realizzare non è fisicamente possibile: tuttavia, il desiderio di “provare” un impianto tanto critico, come ad esempio un costoso nuovo magazzino automatico, non è destinato a rimanere insoddisfatto.

Sebbene ignoti ai più, almeno nei loro dettagli, esistono infatti raffinati strumenti e tecniche per effettuare la cosiddetta simulazione dinamica (“dinamica” nel senso che il modello che viene realizzato contempla l’andamento nel tempo, minuto per minuto, del sistema simulato), strumenti e tecniche che – dopo anni di evoluzione – hanno oggi raggiunto un significativo grado di perfezionamento e di facilità d’uso.

Un sistema intra-logistico è per definizione un sistema complesso, in cui interagiscono in modo assai articolato il layout del sistema stesso, le caratteristiche “cinematiche” dei suoi componenti, le regole e le logiche cui questi componenti rispondono e – soprattutto – le volatili richieste che il sistema subisce da parte di clienti interni ed esterni.

Chiunque abbia una minima esperienza di progettazione o di gestione di un magazzino o di un sistema di movimentazione di fabbrica sa perfettamente quanto variabile, mutevole, quasi imprevedibile sia la vita operativa di tali sistemi, giorno dopo giorno e spessissimo ora dopo ora. Così come sa come altrettanto mutevole sia la risposta di tali sistema al carico di lavoro, in funzione di tanti aspetti, in primis le regole di gestione operativa.

Inoltre, questi sistemi intra-logistici devono essere in grado di supportare le attività aziendali per molti anni, ossia devono potere rispondere a carichi di lavoro difficilmente prevedibili con certezza, stante il lungo orizzonte temporale della loro vita utile e la più generale incertezza congiunturale.

Insomma, grazie alla simulazione dinamica saremo in grado di stimare in modo molto accurato come un sistema intra-logistico potrà reagire al carico di lavoro previsto o a carichi di lavoro alternativi (effettuazione di analisi what-if e stress test), secondo un modello estremamente vicino a quella che sarà la realtà fisica e logica del sistema stesso.

Le risposte che si ottengono da tali studi sono risposte raffinate, tali da predire parametri cruciali come il lead-time di attraversamento del sistema, la presenza di colli di bottiglia ed accodamenti, la saturazione istantanea di elementi critici del sistema (andando cioè aldilà di valori medi, facili da prevedere ma spesso inutili). E al cosa interessante e vedere come questi parametri varino in funzione del tempo, ché certo la capacità di risposta di un sistema sarà ben diversa in un momento di picco, rispetto ad un tranquillo “giorno medio”.

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Non solo la simulazione potrà verificare la presenza di eventuali criticità rispetto ad una certa configurazione prefissata: grazie ad un modello ben realizzato, in grado cioè di verificare rapidamente scenari alternativi, si potrà testare efficacemente la validità di proposte alternative in termini tecnologici (es. motori con inverter o senza, per avere più velocità e accelerazioni più accurate), in termini di layout (es. incrementare la flotta di LGV o scegliere un traslo elevatore a forca doppia) e soprattutto in termini di logiche operative. Validità che può essere sia un concetto di efficacia, sia un concetto di costo.

L’intervento di Simco al convegno di Logistica Efficiente intende descrivere meglio le potenzialità di questa tecnica, alla luce dello “stato dell’arte”, i vantaggi che si possono attendere dalla sua adozione, ma anche i rischi di un approccio semplicistico e – per contro – troppo dettagliato alla materia.

La memoria presentata illustrerà il consolidato modus operandi, affinato da Simco nel corso dei decenni e usato per tutti gli studi di simulazione dinamica, complessi o più semplici, che ci vengono affidati dai nostri clienti ed inoltre la giornata sarà l’occasione per presentare un recente case-history e rispondere alla domande dei partecipanti.

www.simcoconsulting.it 

di Roberto Pinto
Professore Associato – Università degli Studi di Bergamo – Dip. di Ingegneria Gestionale, della Produzione e dell’Informazione

Negli ultimi tempi la scena economica e industriale è stata dominata dalla discussione attorno al nuovo paradigma Industria 4.0: nuove tecnologie, nuovi scenari di business, impatti sociali ed economici, fino ad arrivare al tema degli incentivi proposti dal Governo.
L’attenzione è prevalentemente sulla digitalizzazione dei processi manifatturieri e sull’introduzione delle tecnologie (più o meno innovative) nei processi produttivi. Ma il paradigma Industria 4.0 impatta anche sulla logistica industriale e distributiva sotto diversi punti di vista.
In primo luogo, la logistica deve essere adattata alle esigenze della “fabbrica 4.0”, dove flessibilità dei processi e personalizzazione dei prodotti rappresentano due importanti parole chiave. La cosiddetta logistica industriale deve essere in grado di asservire le esigenze di un contesto manifatturiero e produttivo tendenzialmente molto diverso da quello che si poteva verosimilmente prospettare fino a qualche anno fa.
Allo stesso tempo, la logistica può beneficiare delle tecnologie abilitanti Industria 4.0 quali automazione, realtà aumentata, cloud computing e analytics (Figura 1) al fine di migliorare processi e risultati.

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Figura 1 – Le tecnologie abilitanti Industria 4.0 – Fonte: Piano Nazionale Industria 4.0.
Le possibilità in questa direzione sono tante, anche se forse non sempre immediatamente chiare in termini di rapporto costi-benefici. Ad ogni modo, nell’ambito logistico (o logistico-distributivo per ampliare il discorso anche all’ambito della supply chain) i benefici derivanti dall’adozione delle tecnologie abilitanti sono potenzialmente dirompenti. A titolo di esempio:

  • Automazione dei processi di movimentazione interna: l’automazione dei processi tramite la tecnologia è forse l’effetto più evidente delle rivoluzioni industriali, dalla prima all’attuale quarta rivoluzione. Nella logistica, ad esempio, sembra diventare sempre più percorribile la strada che vede l’introduzione di robot a supporto (o in sostituzione) degli operatori per lo svolgimento delle attività di movimentazione interna, stoccaggio e picking. Tutto questo è oggi reso possibile dal fatto che i robot di nuova generazione sono più leggeri, più flessibili, possono operare in collaborazione con gli operatori e sono più facili da programmare.
  • Maggior presenza di sistemi autonomi: nella logistica interna (con prospettiva di evoluzione verso la logistica distributiva) è possibile far uso di sistemi di movimentazione “intelligenti” e in grado di adattarsi alle mutevoli esigenze del contesto, permettendo di aumentare la produttività. Ad esempio, si parla molto di autonomous logistics, la cui area di influenza include i veicoli a guida autonoma, dai carrelli elevatori ai veicoli industriali ai droni.
  • Maggior sicurezza degli ambienti di lavoro: la tecnologia può contribuire a rendere l’ambiente di lavoro più sicuro e, potenzialmente, più produttivo. A titolo di esempio, grazie alla sensoristica di bordo i carrelli elevatori percepiscono l’ambiente ed eventuali ostacoli imprevisti (come una persona) o zone soggette a particolari vincoli e restrizioni, e reagiscono di conseguenza, evitando incidenti, infortuni e sconfinamenti.
  • Miglioramento della visibilità interna ed esterna: andando oltre i “muri della fabbrica” si entra nel variegato mondo del supply chain management, dove la collaborazione e l’interazione con clienti e fornitori diviene un requisito fondamentale per la gestione del business. Anche in questo contesto, le tecnologie che abilitano la raccolta e l’analisi dei dati, così come la tracciabilità dei movimenti e la simulazione di scenari, possono contribuire a migliorare le prestazioni dei processi logistico-distributivi di aziende operanti nei più diversi settori.

Certamente le soluzioni tecnologiche disponibili possono supportare le aziende nella gestione della complessità che caratterizza molti dei sistemi logistico-produttivi attuali. Anzi, qualcuno ha avanzato anche l’ipotesi che Industria 4.0 rappresenti quella opportunità che molti attendevano per poter domare e gestire una complessità crescente in termini di prodotto, processi e relazioni.

D’altra parte, queste considerazioni ne introducono delle altre, per certi versi di segno opposto. Ad esempio, la tecnologia ha permesso l’ingresso sul mercato della logistica di molte start-up e aziende che operano su una parte limitata dell’intero processo, senza asset logistici, attraverso piattaforme informatiche di coordinamento tra domanda e offerta: da Deliv, Postmates e Shipster (per citarne solo alcune) per il parcel delivery a Shipwire, Eyes on Freight e BoxC per il freight forwarding. Questo unbundling dei processi logistici introduce maggiori opportunità e un certo grado di efficienza, ma anche frammentazione e maggior complessità gestionale.

Un’altra considerazione è legata al fatto che queste tecnologie abilitanti si basano in larga misura su altre tecnologie (Internet in primis) e richiedono di fatto una connessione (e in alcuni casi un’alimentazione) sempre attiva e affidabile. Per non parlare dei problemi legati alla sicurezza informatica.

Insomma, la possibilità di gestire la complessità dei processi logistico-produttivi-distributivi resi “digitali” in ottica Industria 4.0 può comportare l’introduzione di complessità in altre parti del sistema. Al di là dei benefici attesi o manifesti del paradigma Industria 4.0, quindi, il tema della complessità rimane. La domanda chiave a cui sarà necessario dare una risposta è se la tecnologia riduca effettivamente la complessità o si limiti a nasconderla agli occhi degli utenti. E a quale costo.

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Le aspettative dei consumatori si evolvono

Le aspettative dei consumatori nei confronti dell'offerta sono radicalmente cambiate; con l'aumento delle gamme di prodotti, dei canali di distribuzione e della disponibilità di informazioni, la scelta dei consumatori è divenuta sempre più sofisticata. La diffusione dei sistemi di comunicazione digitali, soprattutto nella loro versione mobile, ha fornito libero accesso a molteplici informazioni sulle caratteristiche dei prodotti e sui prezzi, impensabile fino a pochi anni fa, ed ha anche contribuito ad abbattere le barriere geografiche dei mercati.

Le aziende si evolvono

Oggi le aziende sono sempre più complesse, tipicamente sono un anello, magari il catalizzatore, di una rete più estesa che comprende altre entità (subfornitori, distributori, partner commerciali e, a volte, anche i clienti stessi). L'azienda di oggi acquista ovunque, produce ovunque e vende ovunque i propri prodotti e servizi.
L'oggetto della competizione, quindi, si sposta dal sistema "prodotto/prezzo" alla capacità di rispondere, o addirittura anticipare, la domanda coordinando una serie complessa ed estesa di informazioni e flussi di materiali.

Le Supply Chain si evolvono

Questa nuova modalità di interazione tra azienda e mercati pone la soddisfazione del cliente quale principale fattore di successo, tanto da potere definire la catena di "fornitura" non più come "supply" chain ma come "demand" chain, cioè catena di "domanda". Il cliente diventa il driver fondamentale dell'innovazione in termini di ideazione, lancio, packaging e distribuzione del prodotto (e dei servizi ad esso associati).

Fra le aree aziendali su cui le nuove regole hanno una maggiore influenza, il sistema logistico (l'insieme delle infrastrutture, delle attrezzature, delle persone, dei processi e delle procedure operative che permette al flusso di beni e informazioni di fluire dai fornitori ai clienti finali) è certamente tra le più importanti, poiché può creare vantaggi competitivi in termini di luogo, di tempo, di qualità e di disponibilità. Flessibilità e innovazione della supply chain diventano quindi fattori strategici fondamentali per la competitività.

In questa logica, una supply chain si può dire "ben gestita" se si praticano con continuità tre azioni fondamentali: cooperazione tra i diversi attori (attraverso la comunicazione e lo scambio di informazioni relative a livello delle scorte, dati previsionali, trend di vendita e piani di produzione), coordinamento dei flussi e delle operation (permettendo di ridurre i tempi tra l'ordine e la consegna) e comunicazione delle informazioni e dei KPI (consentendo così di monitorare in modo efficace le diverse fasi di gestione dell'ordine).

Dato il livello di servizio obiettivo, scopo del sistema logistico/produttivo è la minimizzazione del costo globale (approvvigionamento, produzione, scorte, trasporti, magazzini e gestione amministrativa). Il rapido sviluppo dei modelli di management e della tecnologia hanno fornito alle supply chain nuovi e più efficaci strumenti per affrontare questo tipo di sfide.

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In questa realtà che si innova cosa deve fare il Supply Chain Manager

Per gestire al meglio la sua funzione il Supply Chain Manager deve sapere che:

  • la globalizzazione crea, per l'azienda, nuove possibilità di acquisto di materie prime a bassi costi dalle economie emergenti e nello stesso tempo crea nuove possibilità di vendita (dilatazione degli spazi sia della fornitura sia della domanda)
  • vista la crescente e sempre più pervasiva focalizzazione sul cliente, è necessario che l'azienda sia in grado di assicurare un alto livello di servizio basato sulla qualità e personalizzazione del prodotto e sulla velocità di consegna;
  • la competitività di una supply chain può essere migliorata grazie allo scambio di informazioni tra i partner; la maggior parte delle opportunità di riduzione costi e/o creazione di valore si trovano nella collaborazione tra i partner della catena di fornitura
  • Il continuo aumento delle anagrafiche dei prodotti, le crescenti aspettative in termini di livello di servizio, nonché la turbolenza del contesto competitivo hanno un notevole impatto sulle attività della Supply Chain, la cui ottimizzazione si basa su quanto è stato pianificato circa la futura domanda commerciale dei clienti. Comprendere e dominare le logiche, le tecniche, gli strumenti e le best practices dei processi di Demand Planning e Sales Forecasting e il modo in cui implementarle nella pratica, consentirà da un lato di servire al meglio i clienti e dall'altro di essere efficienti.
  • La produzione con le sue relazioni con il mondo dei fornitori e dei terzisti è uno dei processi primari che determina il successo competitivo sul mercato. Controllarne i lead time, i costi e le prestazioni, attivare metodi di miglioramento, fissare i driver che determinano il cambiamento sono gli obiettivi fondamentali dei responsabili del processo. Le tematiche della fabbrica 4.0 delineano il futuro che, per essere (o rimanere) competitivi, deve rappresentare un punto cardine.
  • Il servizio logistico che l'azienda è in grado di erogare ai suoi Clienti è fortemente legato alla qualità e all'efficienza del magazzino. Il magazzino ha un obiettivo preciso: da centro di costo deve evolvere verso centro di servizio e di competitività. Questo obiettivo non è raggiungibile solo attraverso tecnologie e attrezzature di stoccaggio e movimentazione adeguate (comunque sempre più importanti in futuro), ma soprattutto grazie all'implementazione di metodi e modelli organizzativi innovativi.
  • Le tradizionali modalità di gestione del trasporto, basate sulla leva della contrattazione coi fornitori per spuntare prezzi più bassi, non sono più in grado di produrre ulteriori risparmi. Una innovativa gestione del trasporto impone un continuo aggiornamento delle metodologie e degli strumenti per la definizione dell'assetto logistico ottimale, per la corretta articolazione del piano tariffario e per il controllo dei costi e del servizio erogato.
  • regolare dal punto di vista contrattuale le relazioni sempre più frequenti e profonde tra gli attori della supply chain
  • la misurazione continua delle performance della Supply Chain (flussi, tempi, produttività e costi) permette un progressivo miglioramento delle performance.

Conclusioni

Per rispondere in modo efficace ed efficiente alle nuove sfide lanciate dal mercato, crediamo che le supply chain debbano diventare: innovative, estese, flessibili e dinamiche. I nuovi modelli manageriali di gestione, l'organizzazione e la tecnologia fanno parte della soluzione. Realizzare supply chain altamente tecnologiche e intelligenti è un'impresa possibile!